Lingua albanese: a quale famiglia appartiene e a cosa somiglia
La lingua albanese forma un ramo indoeuropeo a sé, senza parenti stretti. Vediamo da dove viene, quali prestiti ha preso da latino, greco e turco e come si divide in dialetti.

Indice8 sezioni
- Lingua albanese: a quale famiglia appartiene
- Da dove viene: le ipotesi dei linguisti
- Non è una lingua slava, anche se a volte lo sembra
- Latino, greco, turco: le lingue che hanno lasciato parole in albanese
- L'unione linguistica balcanica e i tratti comuni con i vicini
- Ghego, tosco e arbëreshe: dialetti e lingua standard
- Gli arbëreshë d'Italia e gli arvaniti di Grecia
- Cosa trova di familiare un italiano nella lingua albanese, e cosa no
- Cosa è familiare
- Cosa è insolito
- Quanto è difficile la lingua albanese per un italiano
- Domande frequenti
Lingua albanese: a quale famiglia appartiene
La lingua albanese appartiene alla famiglia indoeuropea, come l'italiano, l'inglese, il greco e l'hindi, ma forma un ramo a sé, di cui è l'unica lingua viva. Non ha parenti stretti, come lo sono invece l'italiano e lo spagnolo tra loro.
I linguisti dividono la famiglia indoeuropea in rami. In quello slavo ci sono russo, polacco, serbo, ceco e una decina di altre lingue. In quello romanzo ci sono italiano, francese e rumeno, in quello germanico tedesco e inglese. Le lingue di uno stesso ramo si somigliano nelle parole e nella grammatica, e chi le parla spesso si capisce almeno in parte: un italiano a Madrid legge senza fatica metà delle insegne. Nel ramo albanese un vicino così non esiste: c'è una sola lingua, con i suoi dialetti. Vale lo stesso per il greco e l'armeno, che formano ciascuno un ramo a parte.
| Ramo | Esempi di lingue | Quanto è vicino all'albanese |
|---|---|---|
| Slavo | russo, bulgaro, serbo | Solo l'eredità indoeuropea comune, più i prestiti dovuti alla vicinanza |
| Romanzo | italiano, rumeno, francese | Nessuna parentela diretta, ma il latino ha dato all'albanese lo strato di parole più ampio |
| Germanico | inglese, tedesco | Parentela lontana, a livello di famiglia |
| Greco | greco | Ramo a sé come l'albanese; molti tratti grammaticali comuni per la vicinanza |
| Armeno | armeno | Ramo a sé con una sola lingua, senza legami diretti con l'albanese |
| Albanese | albanese | Una lingua, due dialetti: ghego e tosco |
Gli albanesi chiamano la loro lingua shqip e il loro paese Shqipëri. Il nostro «albanese» risale al nome antico di una delle tribù locali, gli Albani. La cifra più citata è di circa 7,5 milioni di parlanti, tra Albania, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e la diaspora in Italia, Grecia, Svizzera e Stati Uniti. Le fonti però divergono parecchio, quindi prendi questo numero come un ordine di grandezza.
La storia scritta della lingua è breve. Il documento più antico è una formula battesimale del 1462: poche parole del rito, annotate dall'arcivescovo di Durazzo Pal Engjëlli. Il primo libro a stampa, il Meshari (messale) del sacerdote Gjon Buzuku, uscì nel 1555. Per fare un confronto, i primi testi in volgare italiano, i placiti cassinesi, risalgono al X secolo.
Da dove viene: le ipotesi dei linguisti
Si ritiene che l'albanese discenda da una delle antiche lingue dei Balcani, dette paleobalcaniche. Di queste lingue non sono rimaste quasi testimonianze scritte, e sulle origini dell'albanese si può ragionare solo per indizi.
I candidati principali sono due. L'illirico si parlava nell'ovest della penisola, più o meno dove vivono oggi gli albanesi. Il tracio, o il dacio-misio a esso vicino, si parlava più a est. A favore di questa seconda ipotesi depongono alcune parole antiche che l'albanese ha in comune con il rumeno.
Non è una lingua slava, anche se a volte lo sembra
L'albanese non è una lingua slava: con le lingue slave condivide solo l'antenato comune a tutta la famiglia indoeuropea, niente di più. L'impressione di parentela nasce dalla vicinanza. Per secoli gli albanesi hanno vissuto accanto a serbi, macedoni e bulgari, e da loro hanno preso centinaia di parole e parte della grammatica.
La confusione è comprensibile. Sulla carta l'Albania confina con paesi slavi, i nomi di alcuni villaggi del nord suonano decisamente slavi e nel parlato compaiono parole come bisedë «conversazione» e gozhdë «chiodo». Aggiungi l'articolo in fondo alla parola, che c'è anche in bulgaro, e la parentela sembra evidente.
In linguistica però la parentela si stabilisce sul lessico di base e sulla grammatica: numeri, pronomi, parti del corpo, famiglia, acqua, fuoco, desinenze. Questo strato non si prende quasi mai in prestito, e su questo piano l'albanese è lontano dalle lingue slave. Una lingua può prendere in prestito anche mille parole senza essere imparentata con chi gliele presta: l'inglese è pieno di lessico francese, eppure nessuno lo considera una lingua romanza.
C'è anche una prova più semplice. Sali su un taxi a Tirana e ascolta la radio locale. Un italiano che, senza averle mai studiate, coglie al volo il senso di una frase in spagnolo o in portoghese, qui non capirà nulla, a parte «internet» e «football».
Latino, greco, turco: le lingue che hanno lasciato parole in albanese
Il lessico albanese è come una torta a strati. C'è un piccolo nucleo originario, e sopra ci sono spessi strati di prestiti: il più grande viene dal latino, poi ci sono greco, turco, lingue slave e italiano. Per questo l'albanese sembra spesso «un po' simile» a lingue diverse.

Le proporzioni si vedono bene in un vecchio conteggio del linguista austriaco Gustav Meyer. Su 5140 parole analizzate, ne riconobbe come originarie circa 400. Ne contò 1420 romanze, 1180 turche, 840 greche e 540 slave. I calcoli successivi hanno corretto questi numeri, ma nel complesso le proporzioni reggono.
Il latino è lo strato di prestiti più grande. I romani governarono i Balcani per diversi secoli e lasciarono parole anche per concetti di base: mik «amico», qytet «città», mbret «re», kalë «cavallo». Un italiano ne intuisce alcune, ma le trasformazioni sono state profonde: in mbret, senza un dizionario, nessuno riconoscerebbe imperator.
Il greco ha dato parole in due ondate, una antica e una bizantina e neogreca: lessico religioso, piante, mestieri. Il turco, in cinque secoli di Impero ottomano, ha portato il lessico della vita quotidiana. Dyqan «negozio» compare sulle insegne di ogni città, ordinerai un qebap «kebab» e metterai il resto nel xhep «tasca». L'albanese somiglia quindi al turco solo dove coincidono le parole del mercato e della cucina. Le grammatiche invece vengono da mondi diversi. Il turco è agglutinante, ha l'armonia vocalica e non ha il genere. L'albanese è una lingua flessiva indoeuropea, con genere e casi.
Le parole slave riguardano spesso l'agricoltura e la natura, come kosë «falce». L'italiano ha aggiunto cucina e vita domestica (pjatë «piatto»). Negli ultimi decenni sono arrivati gli internazionalismi comuni a tutta l'Europa.
| Fonte | Parola albanese | Significato | Parola d'origine |
|---|---|---|---|
| Latino | mik | amico | amicus |
| Latino | qytet | città | civitas |
| Latino | mbret | re | imperator |
| Greco | trëndafil | rosa | triantafyllo |
| Turco | dyqan | negozio | dükkân |
| Turco | xhep | tasca | cep |
| Slavo | bisedë | conversazione | beseda |
| Slavo | gozhdë | chiodo | gvozd' |
| Italiano | pjatë | piatto | piatto |
Ecco perché l'albanese sembra familiare ora a un italiano, ora a un greco, ora a un turco. I prestiti però non dimostrano alcuna parentela. La lingua albanese non deriva dal latino, anche se ne ha assorbito moltissime parole.
L'unione linguistica balcanica e i tratti comuni con i vicini
Albanese, greco, rumeno, bulgaro e macedone convivono da secoli e nel tempo hanno sviluppato tratti grammaticali comuni, pur appartenendo a quattro rami diversi. I linguisti parlano di unione linguistica balcanica: per struttura, i suoi membri sono le lingue più vicine all'albanese.
Le lingue imparentate si somigliano perché discendono da un antenato comune. Nell'unione balcanica la somiglianza è nata in un altro modo. Per secoli molti hanno parlato due lingue, e la grammatica si è adattata a quella dei vicini. I punti in comune sono tanti:
Articolo in fondo alla parola. Mal è «un monte, il monte in generale», mali è «questo monte». Funzionano così anche il bulgaro grad — gradăt e il rumeno lup — lupul («lupo — il lupo»).
Futuro costruito con «volere». La particella do (do të shkoj, «andrò») viene dal verbo dua «volere». Allo stesso modo funzionano il greco tha e il bulgaro šte.
Perdita dell'infinito. Nell'albanese standard non esiste un infinito come «fare». Invece di «voglio fare» si dice dua të bëj, letteralmente «voglio che io faccia». In greco e in bulgaro succede la stessa cosa.
Numeri da 11 a 19 sul modello «uno-su-dieci»: njëmbëdhjetë = një + mbë + dhjetë.
Ghego, tosco e arbëreshe: dialetti e lingua standard
L'albanese ha due grandi dialetti: il ghego al nord, Kosovo compreso, e il tosco al sud. Il confine convenzionale segue il fiume Shkumbin, al centro del paese. La lingua standard, quella con cui si scrive, si studia e si leggono le notizie, si basa soprattutto sul tosco.

Le differenze si sentono subito. Nel tosco c'è stato il rotacismo: la n tra vocali è diventata r. Da qui il ghego vena e il tosco vera «vino», oppure Shqipni e Shqipëri «Albania». Il ghego ha conservato le vocali nasali (nândë «nove» invece di nëntë) e anche l'infinito con la particella me: me punue «lavorare», dove lo standard dice për të punuar.
In genere i parlanti dei due dialetti si capiscono senza problemi, soprattutto in una conversazione tranquilla. Il parlato rapido di un anziano delle montagne vicino a Scutari può mettere in difficoltà un meridionale di Argirocastro. Ma la distanza è più o meno quella tra un bavarese e un tedesco del nord: siamo lontanissimi da due lingue diverse.
La norma è stata fissata in due tappe. L'alfabeto latino di 36 lettere fu adottato al congresso di Monastir (oggi Bitola) nel 1908. Le regole ortografiche unitarie furono approvate dal Congresso ortografico di Tirana nel 1972. Oggi lo standard è comune ad Albania e Kosovo, anche se per le strade di Pristina si sente parlare ghego.
Gli arbëreshë d'Italia e gli arvaniti di Grecia
Gli arbëreshë dell'Italia meridionale e gli arvaniti della Grecia hanno una storia a parte. I loro antenati emigrarono già nel Medioevo, e le loro parlate hanno conservato uno stadio più antico del tosco.
Le comunità arbëreshe sono sparse in diverse regioni del Sud, tra cui Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata, Molise, Campania e Abruzzo. Il centro più noto in Sicilia è Piana degli Albanesi. Se hai radici arbëreshe, l'albanese standard ti servirà comunque per parlare con chi vive in Albania e in Kosovo.
Cosa trova di familiare un italiano nella lingua albanese, e cosa no
Nella lingua albanese un italiano ritrova parecchie cose note: l'alfabeto latino, una lettura quasi fonetica, il genere grammaticale, la concordanza degli aggettivi e molte parole latine e italiane. Spiazzano invece i casi, l'articolo in fondo alla parola, gli articoli di collegamento e l'ammirativo, un modo verbale per esprimere la sorpresa.
Cosa è familiare
Il genere funziona in modo simile all'italiano. Esistono maschile e femminile, con residui di neutro, e l'aggettivo concorda con il nome. Come in italiano, l'aggettivo di solito segue il nome: shtëpia e madhe «la casa grande». La lettura riserva poche sorprese: ogni lettera o digramma corrisponde a un suono, quasi come in italiano.
Poi ci sono le parole. Lo strato latino e quello italiano offrono qualche appiglio: mik richiama «amico», kalë «cavallo», pjatë «piatto». Non sono molte, ma scoprirle fa piacere.
Cosa è insolito
I casi sono la prima novità. In albanese la parola cambia desinenza a seconda del suo ruolo nella frase. La grammatica normativa distingue cinque casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo e ablativo. Alcune descrizioni aggiungono il vocativo. Genitivo e dativo hanno la stessa forma, quindi c'è meno da memorizzare. In italiano i casi sopravvivono solo nei pronomi (io, me, mi; lui, gli, lo), perciò serve un po' di allenamento.
L'articolo si attacca alla fine della parola e ne cambia la forma: mal «monte» diventa mali «il monte», vajzë «ragazza» diventa vajza «la ragazza». Per ogni nome devi tenere conto se è determinato o no, e da questo dipendono le desinenze dei casi. Davanti agli aggettivi e nel genitivo compaiono gli articoli di collegamento i, e, të: libri i Anës «il libro di Ana». Nel parlato si sentono di continuo i pronomi brevi e, më, të, che si fondono in ma, ta, ia. Qui un italiano parte avvantaggiato, perché funzionano un po' come «me lo, te lo, glielo».
L'elemento più esotico è l'ammirativo, un modo verbale per la sorpresa, la scoperta inattesa o l'ironia. Mettiamo che tu fossi convinto che il bar fosse chiuso e invece lo trovi pieno di gente: un albanese lo dice con una sola forma del verbo. Si costruisce in un modo insolito per un orecchio europeo, aggiungendo al participio le desinenze del verbo «avere». Tutti questi argomenti, con le tabelle, sono spiegati nella guida grammaticale. Ti conviene consultarla quando arrivi ai primi testi.
| Caratteristica | In albanese | In italiano |
|---|---|---|
| Casi | Cinque (sei con il vocativo), le desinenze cambiano | No, solo tracce nei pronomi |
| Genere | Maschile, femminile, residui di neutro | Sì, maschile e femminile |
| Articolo | In fondo alla parola: mal — mali | Sì, ma prima del nome: il monte |
| Ammirativo | Modo verbale a sé per la sorpresa | No, si usano l'intonazione o «ma guarda» |
| Futuro | Particella do të + verbo | Sì, in forma sintetica: andrò |
| Lettura | Quasi lettera per lettera, accento stabile, di solito sull'ultima sillaba della radice | Anche qui quasi fonetica, ma l'accento è mobile |
Quanto è difficile la lingua albanese per un italiano
Per un italiano la lingua albanese ha una difficoltà superiore alla media. Le frasi di base si imparano in poche settimane, mentre una grammatica sicura, con articoli, casi e modi verbali, richiede un lavoro costante. Aiutano la lettura fonetica e i prestiti latini; i casi invece sono una novità da costruire da zero.
Come riferimento, il Foreign Service Institute degli Stati Uniti (FSI) colloca l'albanese nella terza di quattro fasce di difficoltà per chi parla inglese, pari a circa 44 settimane di studio. È più difficile dello spagnolo o del francese, ma molto più facile dell'arabo o del cinese.
Cosa è facile. La lettura: una lettera o un digramma dà un suono, le eccezioni sono quasi assenti e l'alfabeto è latino. L'accento è stabile e cade quasi sempre sull'ultima sillaba della radice. Genere e concordanza seguono una logica che conosci già, e ogni tanto una parola latina o italiana ti viene incontro.
Cosa è difficile. Prima di tutto il lessico. Le parole trasparenti sono poche, quasi tutte vanno imparate da zero, e qui aiutano le flashcard con audio e i ripassi regolari. Poi vengono gli articoli, con le forme degli aggettivi, e i verbi irregolari jam «essere», kam «avere», them «dire», vij «venire», che al passato cambiano fino a diventare irriconoscibili (vij — erdha). A questi si aggiungono i casi, il congiuntivo al posto dell'infinito e l'ammirativo. I manuali in italiano non abbondano, quindi l'audio e la pratica dal vivo contano più del solito.
Anche i suoni chiedono un po' di pazienza: ë, dh, th, q, gj in italiano non esistono. Dh e th sono interdentali, come nelle parole inglesi the e think. Q è un suono palatale a metà tra «ci» e «chi», e gj è la sua controparte sonora, tra «gi» e «ghi». La ë è una vocale indistinta, simile alla vocale finale di molti dialetti del Sud. Nella pagina dell'alfabeto albanese con audio tutte le 36 lettere sono pronunciate da un madrelingua: ascoltale prima di cominciare a memorizzare le parole.
Un percorso realistico è questo: alfabeto e lettura, poi frasi per il viaggio, grammatica di base e infine i testi semplici. Per una vacanza bastano i primi due passi, e le frasi pronte per il bar, il taxi e il negozio funzionano dal primo giorno. In Albania gli stranieri che parlano albanese sono pochi. Di' faleminderit a chi ti vende un burek a Durazzo e molto probabilmente ti sentirai chiedere, con sorpresa, «Ma parli albanese?», magari insieme a qualche consiglio su dove andare.
Domande frequenti
Quante persone parlano la lingua albanese?
La cifra più citata è di circa 7,5 milioni di parlanti. Vivono in Albania, in Kosovo, in parte della Macedonia del Nord e del Montenegro, oltre a una grande diaspora in Italia, Grecia, Svizzera e Stati Uniti. Le fonti divergono parecchio, quindi conviene considerare il numero un ordine di grandezza.
Quanto è antica la lingua albanese?
Come lingua indoeuropea discende da un'antica lingua dei Balcani, forse l'illirico o il tracio, ma l'antenato preciso non si conosce. La sua storia scritta invece è breve: il documento più antico è una formula battesimale del 1462. Il primo libro a stampa, il Meshari di Gjon Buzuku, è del 1555.
La lingua albanese deriva dal latino?
No, l'albanese forma un ramo a sé della famiglia indoeuropea e non è una lingua romanza. Il latino però ha lasciato lo strato di prestiti più ampio, con parole come mik «amico» e qytet «città». Per questo a un italiano alcune parole sembrano familiari.
Che alfabeto usa l'albanese e quando è stato adottato?
L'albanese si scrive in caratteri latini. L'alfabeto di 36 lettere fu approvato nel 1908 al congresso di Monastir, l'attuale Bitola. Comprende nove digrammi (dh, gj, ll, nj, rr, sh, th, xh, zh) e due lettere con segni diacritici, ç ed ë, mentre manca la w.
Come si dice «ciao» e «buongiorno» in albanese?
Il saluto neutro, valido a ogni ora, è Përshëndetje. «Buongiorno» si dice Mirëdita, la mattina Mirëmëngjes e la sera Mirëmbrëma. Tra conoscenti in Kosovo si sente spesso il breve Tung, mentre in Albania si usa Ç'kemi «come va».
Come chiamano gli albanesi la loro lingua?
In albanese la lingua si chiama shqip, il popolo shqiptarë e il paese Shqipëri. Le parole «albanese» e «Albania» delle lingue europee risalgono al nome antico di una tribù locale. Nel paese sentirai dire soltanto shqip.
Quanto tempo serve per parlare albanese a livello base?
Con 20–30 minuti al giorno, le frasi di uso quotidiano per bar, negozio e taxi si imparano in circa un mese, un mese e mezzo. Per dialoghi semplici su di te, il lavoro e i programmi servono tre o quattro mesi. Poi molto dipende dalla pratica con i madrelingua: la grammatica richiede tempo, mentre la lettura si impara in un paio di serate.
L'albanese somiglia al greco o al rumeno?
Per origine appartengono a tre rami diversi, albanese, greco e romanzo, senza parentela diretta. Fanno però parte dell'unione linguistica balcanica, quindi nella grammatica hanno molto in comune: il futuro con «volere», la perdita dell'infinito e, tra albanese e rumeno, l'articolo in fondo alla parola. Nel lessico albanese ci sono inoltre molti prestiti greci e latini, che un greco o un rumeno riconoscono qua e là.


