Gli illiri e l'antica Albania: regni, Roma e Pirro
Le terre albanesi furono abitate da illiri, epiroti e coloni greci. Tre regni illirici, lo Stato di Pirro e i Dardani prosperarono finché Roma li sottomise nel 168 a.C.

Nell'antichità le terre albanesi erano abitate dagli illiri, dagli epiroti e dai coloni greci delle città sull'Adriatico. Qui si succedettero tre regni illirici e fiorirono lo Stato epirota di Pirro e il regno dei Dardani, nel territorio dell'odierno Kosovo, finché nel 168 a.C. Roma non li sottomise.
Questo è il primo capitolo della nostra guida alla storia dell'Albania. Qui sotto trovi il periodo che va dai primi insediamenti umani alla conquista romana, con i nomi e le date principali.
La preistoria
Le terre albanesi erano abitate molto prima dell'arrivo degli illiri. Nel Paleolitico medio ci viveva l'uomo di Neanderthal, e la grotta di Konispol, nel sud del Paese, conserva tracce di un insediamento risalente al 24.700 a.C. circa. La preistoria si chiude con la comparsa della scrittura, circa 5000 anni fa.

Gli storici dividono questo lungo periodo in età della pietra ed età dei metalli. Ogni fase ha lasciato nelle terre albanesi tracce sue.
| Periodo | Epoca | Che cosa compare |
|---|---|---|
| Paleolitico | fino a ~12.000 anni fa | L'uomo di Neanderthal, poi insediamenti, grotte, le prime forme d'arte |
| Mesolitico | ca. 10.000–6500 a.C. | Nuovi utensili di selce, arco e frecce, primi tentativi di agricoltura e di addomesticamento degli animali |
| Neolitico | 6500–4000 a.C. | Utensili levigati, insediamenti stabili, agricoltura, allevamento, ceramica |
| Età del rame (Eneolitico) | 4000–3000 a.C. | Il rame, anche se la pietra resta il materiale principale |
| Età del bronzo | 3000–1100 a.C. | Insediamenti cinti da mura, sepolture sotto tumuli (tuma, "tumuli") |
| Età del ferro | 1100–500 a.C. | Insediamenti in cima alle colline, si formano le tribù illiriche |
La principale cultura neolitica dell'Albania sud-orientale è la cultura di Maliq, che prende il nome dall'insediamento di Maliq, vicino a Coriza (Korçë); le si attribuiscono anche i siti di Vashtëmi, Dunavec e Podgorie. Gli insediamenti neolitici potevano trovarsi all'aperto, in grotta o su palafitte.
Più a sud, in Epiro, sorgeva Dodona, santuario con l'oracolo di Zeus. Erodoto lo considerava il più antico del mondo ellenico, mentre secondo Strabone era stato fondato dai Pelasgi.
Chi erano gli illiri
Gli illiri erano tribù indoeuropee che alla fine dell'età del ferro occupavano i Balcani occidentali. Il manuale di storia albanese li considera la popolazione autoctona della regione: secondo questa ricostruzione, si formarono qui a partire dall'inizio del II millennio a.C., nell'età del bronzo.
Sulle loro origini esistono due tesi. Secondo la prima arrivarono nei Balcani occidentali da altre regioni, secondo la seconda erano una popolazione locale, nata da un lungo processo di formazione; la scuola storica albanese sostiene questa seconda ipotesi. Il nome "illiri" compare per la prima volta in Erodoto, verso la metà del V secolo a.C.
Le terre illiriche si estendevano dalle valli della Sava e della Drava a nord fino alla Morava e al Vardar a est, e dall'Adriatico e dallo Ionio a ovest fino ai monti Acrocerauni a sud. Più a sud, fino al golfo di Ambracia, vivevano gli epiroti.
Le tribù principali
Le tribù erano numerose e, a seconda dell'epoca, prevalevano ora le une ora le altre. Ecco quelle che i manuali citano più spesso:
i Taulanti, nei dintorni di Epidamno (Durazzo), tra le valli del Mati e dello Shkumbini;
gli Ardiei, intorno al lago di Scutari, con i centri di Rhizon e Scodra (Scutari);
i Dardani, nel territorio dell'attuale Kosovo e nelle zone circostanti;
gli Enchelei, presso il lago di Ocrida;
i Partini, nella valle dello Shkumbini, e i Dassareti, nell'Albania sud-orientale;
gli Amanti, nell'entroterra del golfo di Valona;
gli Albani, nella zona del Mati e di Croia (Krujë).
Il primo a menzionare gli Albani fu il geografo Tolomeo, nel II secolo d.C., insieme alla loro città, Albanopoli, che oggi si colloca a Zgërdhesh, vicino a Croia. Secondo un'ipotesi diffusa, il nome "albanesi" deriva proprio da questa tribù.
A unire le tribù c'era una cultura comune: lo stile di vita, l'arte, le usanze legate alla nascita, al matrimonio e alla morte, oltre a intensi scambi reciproci.
Città, economia e lingua
Le prime città illiriche sorsero alla fine del V secolo a.C. Venivano costruite in cima alle colline e divise in zone: residenziale, pubblica, di culto, commerciale e difensiva. Ne avevano favorito la nascita un'agricoltura sviluppata, l'allevamento, l'artigianato e un commercio in crescita.
A quell'epoca sulla costa esistevano già colonie greche. I Corinzi fondarono prima Corcira (Corfù) e poi, intorno al 627 a.C., insieme ai Corciresi, Epidamno, in seguito chiamata Dyrrachium, nella terra dei Taulanti. Intorno al 600 a.C. i Corinzi guidati da Gilace fondarono Apollonia, vicino a Fier; in origine la città si chiamava Gilacia. Entro la metà del VI secolo a.C. sorse Orico. Anche la popolazione delle colonie aveva una componente illirica, perché le città erano state costruite su terre dove gli illiri vivevano già da tempo.
La lingua. L'illirico era una lingua indoeuropea e ha lasciato tracce nell'albanese moderno. Non ci è rimasto alcun testo illirico, quindi i nomi di persona e di luogo li conosciamo solo attraverso la trascrizione greca o latina.
La religione. Gli illiri veneravano le grandi divinità del mondo antico, ma attribuivano loro tratti locali. Un posto particolare spettava al serpente e al sole, e c'erano anche miti su animali e fenomeni naturali.
I tre regni illirici
Lo Stato illirico conobbe tre fasi. Il primo regno si formò alla fine del V secolo a.C., il secondo alla fine del IV, mentre il terzo, con capitale a Scutari, durò fino al 168 a.C., quando fu sconfitto da Roma.
Oltre ai regni illirici, nell'antichità in queste terre e nelle zone vicine esistevano lo Stato epirota, il regno dei Dardani e le città-stato di Dyrrachium e Apollonia.
Il primo regno. Aveva il suo centro nelle terre degli Enchelei ed era governato dalla dinastia di Bardili, fino al 350 a.C. circa. Bardili è considerato il primo re illirico di cui si abbia notizia certa. Nel 358 a.C. fu sconfitto da Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno, e il regno ne uscì indebolito.
Il secondo regno. Nell'ultimo quarto del IV secolo a.C. il regno rinacque con la dinastia di Glaucia e il suo centro si spostò presso i Taulanti. Il potere di Glaucia si estendeva su Dyrrachium e Apollonia. Fu lui ad accogliere e allevare il piccolo Pirro, futuro re dell'Epiro, e a metterlo sul trono epirota quando era ancora bambino. La dinastia cadde verso la metà del III secolo a.C.
Il terzo regno. Il centro si spostò a nord, presso gli Ardiei e i Labeati, e la capitale divenne Scodra (Scutari). I sovrani più noti sono Pleurato, Agrone, Teuta e Genzio. Nel 231 a.C. Agrone riportò una clamorosa vittoria sugli Etoli presso la città di Medione, ma morì quello stesso anno. Il potere passò alla vedova Teuta, reggente per Pinne, il figlio di Agrone ancora minorenne.
Le guerre illirico-romane
Roma combatté contro gli illiri per oltre 60 anni, dal 229 al 168 a.C., spinta dalle sue mire sui Balcani. Le guerre furono tre e si conclusero con la caduta dell'ultimo regno illirico, che divenne un possedimento romano.

La prima guerra (229–228 a.C.) scoppiò dopo l'uccisione di uno degli ambasciatori romani inviati presso Teuta. Con la pace del 228 a.C. il regno si impegnò a pagare un tributo a Roma, a cedere gran parte delle sue terre e a non navigare a sud di Lisso (Alessio) con più di due navi, e comunque disarmate. Teuta perse il potere e la figura di spicco del regno divenne Demetrio di Faro, alleato di Roma.
La seconda guerra (219 a.C.) fu combattuta proprio contro Demetrio, che aveva cominciato a muoversi in modo indipendente da Roma. Caddero le sue fortezze principali, Dimale e Faro. A guidare i Romani era Lucio Emilio Paolo, mentre Demetrio si rifugiò presso Filippo V di Macedonia.
La terza guerra fu quella decisiva. Genzio, al potere dal 181 a.C., si alleò con il re macedone Perseo contro Roma. Nel 168 a.C. il comandante romano Lucio Anicio Gallo lo sconfisse presso Scodra e l'anno seguente Genzio fu condotto prigioniero a Roma.
Perché gli illiri persero? Il manuale indica tre cause: la posizione filoromana di Dyrrachium e Apollonia, il tradimento di Demetrio di Faro e un esercito romano quasi doppio.
Dopo il 168 a.C. Roma introdusse una nuova divisione amministrativa e avviò una riforma agraria, insediando coloni. Alcune città illiriche furono distrutte, altre ottennero lo status di colonie romane e ne sorsero anche di nuove. Da Dyrrachium partì la costruzione della Via Egnatia, la principale strada romana dei Balcani, che collegava l'Illiria alla Macedonia e alla Tracia.
L'Epiro e il re Pirro
L'Epiro è una regione storica a cavallo tra il sud dell'attuale Albania e il nord-ovest della Grecia. Lo abitavano tre tribù principali: i Caoni a nord-ovest, i Molossi al centro e i Tesproti a sud. Lo Stato epirota raggiunse il suo apogeo sotto il re Pirro, tra il 297 e il 272 a.C.
L'Epiro si estendeva dal golfo di Ambracia a sud fino al passo di Llogara e alla valle della Voiussa (Vjosa) a nord, e dai monti del Pindo a est fino al mar Ionio a ovest. Nella seconda metà del IV secolo a.C. le città principali erano Gitana e Fenice (Finiq).
L'evoluzione dello Stato. In origine c'era il regno dei Molossi (con il re Taripa e suo figlio Alceta), poi venne la Lega molossa guidata da Alessandro il Molosso. Questo Alessandro, zio di Alessandro Magno, morì intorno al 331 a.C. nell'Italia meridionale, nella battaglia di Pandosia. In seguito nacque la Lega epirota, uno Stato federale. Negli anni Trenta del III secolo a.C. la monarchia epirota cadde e la Lega divenne una repubblica.
Pirro e la "vittoria di Pirro"
Con Pirro l'Epiro si rafforzò: il re accrebbe il proprio potere, condusse una politica estera indipendente e ottenne successi militari ed economici. Nel 295 a.C. fondò Antigonea, vicino ad Argirocastro (Gjirokastër), e le diede il nome della prima moglie, Antigone.
I suoi avversari furono Roma, Cartagine, la Macedonia, Sparta e Argo; combatté anche in Sicilia contro i Cartaginesi. Nel 280 a.C. Pirro sconfisse i Romani a Eraclea e poi ad Ausculum, ma con perdite così pesanti da dare origine all'espressione "vittoria di Pirro": un successo che costa più di una sconfitta. Mentre Pirro era impegnato in Italia, i Romani strinsero un accordo con i Cartaginesi. Nel 275 a.C. fu sconfitto dai Romani a Benevento e nel 272 morì ad Argo.
Per l'Epiro la fine fu durissima. Nel 167 a.C. Lucio Emilio Paolo saccheggiò 70 città epirote e ridusse in schiavitù circa 150.000 persone, e la regione passò sotto il dominio di Roma.
Il regno dei Dardani
Il regno dei Dardani si formò nel IV secolo a.C. e aveva il suo centro nel territorio dell'attuale Kosovo. Era ricco di minerali e godeva di una posizione favorevole tra le potenze balcaniche; nella sua massima espansione arrivava a nord fino a Naissus (Niš) e a sud fino al Vardar.
Le città principali della Dardania erano Damastion, Scupi (Skopje), Naissus e Ulpiana. Il regno era retto da un re. L'autore antico Agatarchide, citato da Ateneo, scrisse che i Dardani possedevano molti schiavi, alcuni anche mille e oltre, e che in tempo di pace questi lavoravano la terra.
Intorno al 280 a.C. la Dardania fu minacciata da una grande invasione celtica. Tra i suoi re si ricordano Longaro, Batone e Monunio. Nel 201 a.C. Batone si schierò con Roma contro Filippo V di Macedonia.
L'alleanza con Roma ebbe vita breve. Dopo la conquista romana della Macedonia i rapporti sfociarono in guerra, che il manuale fa iniziare nel 76 a.C. Nel 28 a.C. Marco Licinio Crasso annesse la Dardania, che entrò a far parte della provincia romana della Mesia e alla fine del III secolo d.C. divenne una provincia autonoma. Dalla Dardania veniva l'imperatore bizantino Giustiniano I, nato intorno al 482 a Tauresium, non lontano da Skopje.
Che cosa scrissero degli illiri gli autori antichi
Gli illiri non hanno lasciato testi propri, quindi la loro storia si ricostruisce grazie agli autori greci e romani e all'archeologia. Una delle menzioni più antiche di queste terre si trova nell'"Odissea" di Omero, dove compaiono i Tesproti dell'Epiro.
Le fonti principali sulle tribù illiriche sono la "Geografia" di Strabone (I secolo a.C. – I secolo d.C.) e l'opera di Tolomeo (II secolo d.C.), dove compare per la prima volta il nome "Albani". Erodoto, come abbiamo visto, fu il primo a chiamare gli illiri per nome e ci ha lasciato un racconto sui Pelasgi e su Dodona.
Il prossimo capitolo è L'Albania medievale: Bisanzio, l'Arbër e i primi principati albanesi.
Domande frequenti
Gli illiri sono gli antenati degli albanesi?
È la posizione della storiografia albanese, su cui si basa anche il manuale scolastico. Nell'albanese moderno si riconoscono tracce della lingua illirica, e il nome "Albani" compare per la prima volta in Tolomeo per indicare una delle tribù illiriche. Nella comunità scientifica internazionale la questione resta aperta.
Chi fu l'ultimo re degli illiri?
Genzio, che regnò dal 181 a.C. con capitale a Scutari. Si alleò con la Macedonia contro Roma, nel 168 a.C. fu sconfitto da Lucio Anicio Gallo e in seguito fu condotto prigioniero a Roma.
Chi era la regina Teuta?
Era la vedova di Agrone, re degli Ardiei, e dopo la sua morte, nel 231 a.C., governò come reggente per il figlio minorenne. Durante il suo regno scoppiò la prima guerra illirico-romana, al termine della quale perse il potere.
Pirro era illirico?
No, Pirro era re dell'Epiro e apparteneva alla stirpe dei Molossi. Il suo legame con gli illiri risale all'infanzia: fu accolto e allevato da Glaucia, re dei Taulanti, che lo mise sul trono epirota quando era ancora bambino.
Che cos'è la Via Egnatia?
È la strada romana che partiva da Dyrrachium (l'attuale Durazzo) e attraversava i Balcani fino alla Macedonia e alla Tracia. La sua costruzione iniziò dopo la conquista romana e divenne la principale via di terra della regione.


