🇦🇱 Skanderly
Albania

Storia dell'Albania in breve: periodi principali e date chiave

La storia dell'Albania attraversa quasi tremila anni: Illiri, Arbëria medievale, dominio ottomano, indipendenza, comunismo e Stato democratico di oggi.

14 min di lettura
Paesaggio albanese con colonna antica, fortezza medievale, ponte di pietra e case moderne sulla costa adriatica

La storia dell'Albania copre quasi tremila anni. Comincia con le tribù illiriche e le colonie antiche sull'Adriatico, passa per l'Arbëria medievale, quattro secoli e mezzo di dominio ottomano e la rinascita nazionale, e arriva all'indipendenza del 1912. Poi vengono la monarchia, la guerra, il comunismo e infine lo Stato democratico di oggi, membro della NATO e candidato all'Unione Europea.

Qui sotto trovi una breve guida a tutti i periodi. Ognuno ha una sezione dedicata: puoi leggerle in ordine o andare direttamente a quella che ti interessa.

Linea del tempo: le date principali della storia dell'Albania

Per orientarti in fretta, tieni a mente queste tappe, dalle colonie greche sull'Adriatico all'ingresso nella NATO e alla candidatura all'Unione Europea. Quasi ogni tema della storia albanese si ricollega a una di esse.

QuandoChe cosa è successo
VII–VI sec. a.C.Colonie greche di Epidamno (Durazzo) e Apollonia sulla costa illirica
168 a.C.Roma sconfigge l'ultimo re illirico, Genzio
395Divisione dell'Impero romano: le terre albanesi passano a Bisanzio
XI sec.Gli autori bizantini menzionano per la prima volta gli albanesi (arvaniti)
1190 circaPrincipato di Arbër con centro a Croia, primo Stato albanese del Medioevo
2 marzo 1444Lega di Alessio, guidata da Skanderbeg
17 gennaio 1468Morte di Skanderbeg
1478–1479Caduta di Croia e Scutari, inizio del dominio ottomano
10 giugno 1878Fondazione della Lega di Prizren
novembre 1908Congresso di Monastir: nasce la base dell'attuale alfabeto latino
28 novembre 1912Proclamazione dell'indipendenza a Valona
gennaio 1920Congresso di Lushnja, Tirana diventa capitale
1° settembre 1928L'Albania è proclamata regno, Ahmet Zogu diventa re
7 aprile 1939Invasione da parte dell'Italia fascista
novembre 1944Liberazione del Paese, i comunisti salgono al potere
11 gennaio 1946Proclamazione della Repubblica Popolare d'Albania
dicembre 1990Proteste studentesche, via libera al pluralismo politico
aprile 2009L'Albania entra nella NATO
giugno 2014Status di Paese candidato all'Unione Europea

Gli Illiri e l'antichità

Nell'antichità le terre albanesi erano abitate dagli Illiri, tribù indoeuropee dei Balcani occidentali, che la storiografia albanese considera gli antenati degli albanesi. La questione è ancora aperta, ma l'epoca illirica resta il punto di partenza di tutta la storia nazionale.

Rovine di una città antica sulla costa: colonne, una strada lastricata e ulivi, con il mare Adriatico sullo sfondo
Le rovine di una città antica sulla costa adriatica ricordano l'epoca degli Illiri e degli insediamenti greci e romani.

Nel territorio dell'attuale Albania vivevano diverse tribù illiriche: i Taulanti nei dintorni di Epidamno, gli Ardiei vicino a Scutari, i Dardani nelle terre dell'odierno Kosovo. Tra il VII e il VI secolo a.C. sulla costa sorsero colonie greche: Epidamno, poi chiamata Dyrrachium (l'attuale Durazzo), e Apollonia, non lontano da Fier. Commerciavano con gli Illiri e diventarono la porta d'accesso della regione al Mediterraneo.

Il primo regno illirico si formò alla fine del V secolo a.C. Il suo re più noto, Bardylis, fu sconfitto nel 358 a.C. da Filippo II di Macedonia. Nel III secolo si affermò il regno degli Ardiei: alla morte del re Agrone, nel 231 a.C., il potere passò alla vedova, la regina Teuta. Lo scontro con Roma portò alla prima guerra illirico-romana, nel 229–228 a.C. Più a sud, in Epiro, regnava Pirro, il re le cui vittorie sui Romani, pagate a caro prezzo, hanno dato origine all'espressione «vittoria di Pirro».

L'ultimo re illirico fu Genzio, che aveva la sua capitale a Scutari. Nel 168 a.C. i Romani lo sconfissero e le terre degli Illiri passarono sotto Roma. Da Dyrrachium partiva la via Egnatia, la principale strada romana dei Balcani, che collegava l'Adriatico alla Macedonia e alla Tracia.

Tribù illiriche, re e guerre con Roma sono raccontati nel dettaglio nella sezione Gli Illiri e l'Albania antica.

L'Arbëria medievale

Dopo la divisione dell'Impero romano nel 395, le terre albanesi entrarono a far parte dell'Impero romano d'Oriente, cioè di Bisanzio. Nel Medioevo gli abitanti presero il nome di arbër e il Paese quello di Arbëria. Dalla stessa radice vengono ancora oggi i nomi degli albanesi d'Italia e di Grecia: arbëreshë e arvaniti.

Tra il VI e il VII secolo gli Slavi arrivarono nei Balcani, e per molto tempo le terre albanesi rimasero una zona di confine contesa tra Bisanzio, la Bulgaria, la Serbia e gli Stati italiani. Nell'XI secolo gli autori bizantini citano per la prima volta gli albanesi come popolo a sé. Lo Scisma d'Oriente del 1054 divise anche queste terre: il nord guardava alla Roma cattolica, il sud al mondo ortodosso.

Intorno al 1190 l'arconte Progon fondò il principato di Arbër con centro a Croia, considerato il primo Stato albanese del Medioevo. Nel 1272 Carlo I d'Angiò proclamò il «Regno d'Albania», con capitale a Durazzo. Nel XIV secolo, dopo le conquiste serbe, il potere passò alle grandi famiglie locali: i Topia a Durazzo, i Balsha a Scutari, i Muzaka a Berat, i Kastrioti tra Mati e Dibra.

Gli Ottomani fecero il loro primo ingresso in forze nella regione dopo la battaglia della Savra, nel 1385, in cui morì il signore Balsha II. Il Medioevo ha lasciato anche importanti testimonianze culturali: i Codici di Berat, vangeli del VI e del IX secolo iscritti dall'UNESCO nel registro «Memoria del mondo», e la «Formula di battesimo» del 1462, il più antico testo in lingua albanese che si conosca.

Principati e cultura di quest'epoca sono trattati nella sezione L'Albania medievale.

Skanderbeg e l'epoca ottomana

Il personaggio più importante della storia albanese è Gjergj Kastrioti, detto Skanderbeg (Skënderbeu). Per venticinque anni tenne testa all'Impero ottomano e per gli albanesi è un simbolo quanto la bandiera: l'aquila bicipite su campo rosso è legata proprio a lui.

Figlio del signore Gjon Kastrioti, Gjergj fu portato da bambino come ostaggio alla corte del sultano, si convertì all'islam e ricevette il nome di Iskander. Nel novembre 1443, durante la battaglia di Niš, disertò l'esercito ottomano, tornò in patria e il 28 novembre conquistò Croia. Il 2 marzo 1444, nella cattedrale di San Nicola ad Alessio, i principi albanesi fondarono la Lega di Alessio e ne affidarono la guida a Skanderbeg. Già il 29 giugno 1444 arrivò la prima grande vittoria, a Torvioll.

Gli Ottomani assediarono Croia tre volte: nel 1450 sotto la guida dello stesso sultano Murad II, nel 1466 e nel 1467 sotto Maometto II, il conquistatore di Costantinopoli. La fortezza non si arrese mai. Skanderbeg cercò alleati in Occidente: nel 1451 firmò il Trattato di Gaeta con il Regno di Napoli, e papa Callisto III gli conferì il titolo di «Atleta di Cristo».

Skanderbeg morì ad Alessio il 17 gennaio 1468. Senza di lui la resistenza ebre vita breve: Croia cadde nel 1478, Scutari nel 1479. Cominciò così il dominio ottomano, che durò più di quattro secoli. Una parte degli albanesi si convertì all'islam e fece carriera nell'impero, altri si rifugiarono sulle montagne o emigrarono in Italia. Nel XVIII secolo potenti dinastie locali, i Bushati a Scutari e Ali Pascià di Tepelena a Giannina, governavano in modo quasi indipendente dal sultano.

Skanderbeg e il periodo ottomano sono raccontati nel dettaglio nella sezione Skanderbeg e l'Albania ottomana.

La Rinascita e la strada verso l'indipendenza

Nel XIX secolo prese il via la rinascita nazionale albanese, la Rilindja Kombëtare («Rinascita nazionale»). Gli obiettivi erano chiari, ma difficili da raggiungere: la propria lingua nelle scuole, un alfabeto unico, il riconoscimento degli albanesi come popolo a sé e, più avanti, uno Stato indipendente.

Le riforme ottomane del Tanzimat, avviate nel 1839, distinguevano i sudditi in base alla religione e non alla nazionalità, e agli albanesi non fu concesso il diritto a scuole nella propria lingua. Gli ideologi della Rinascita furono scrittori e intellettuali, primi fra tutti i fratelli Frashëri: Abdyl, Naim e Sami. Naim Frashëri è considerato il poeta nazionale dell'Albania.

La svolta arrivò nel 1878. Il Trattato di Santo Stefano assegnava a Serbia, Montenegro e Bulgaria terre abitate da albanesi, e il 10 giugno 1878 si riunì a Prizren la Lega albanese, nota come Lega di Prizren. Difese quei territori con le armi e con la diplomazia, finché nel 1881 gli Ottomani non la soppressero. Il 7 marzo 1887 aprì a Korça la prima scuola laica albanese, la Mësonjëtorja: ancora oggi in Albania quel giorno si festeggia come Festa degli insegnanti. Nel novembre 1908 il congresso di Monastir (Bitola) adottò l'alfabeto latino «Bashkimi», da cui deriva quello attuale.

Tra il 1910 e il 1912 scoppiarono rivolte contro il governo dei Giovani Turchi. Quando nell'ottobre 1912 cominciò la Prima guerra balcanica e i Paesi vicini avanzarono sulle terre albanesi, non c'era più tempo da perdere. Il 28 novembre 1912 l'assemblea di Valona, presieduta da Ismail Qemali, proclamò l'indipendenza dell'Albania. Questa data è la principale festa nazionale del Paese.

Lega di Prizren, alfabeto e 1912 sono approfonditi nella sezione Rinascita e indipendenza dell'Albania.

L'Albania indipendente: 1912–1939

Nei primi decenni di indipendenza era in gioco la sopravvivenza stessa dello Stato. Le grandi potenze decidevano il destino del Paese senza interpellarlo, i vicini ne rivendicavano i territori e all'interno si lottava per il potere.

Nel 1913 la Conferenza degli ambasciatori di Londra riconobbe l'Albania come principato sovrano, ma gran parte delle terre abitate da albanesi, compreso il Kosovo, rimase fuori dai suoi confini. Sul trono fu messo il principe tedesco Guglielmo di Wied: arrivò a Durazzo nel marzo 1914 e ripartì già a settembre. Durante la Prima guerra mondiale il Paese fu occupato da eserciti di vari Stati.

Nel gennaio 1920 il Congresso di Lushnja respinse i piani di spartizione dell'Albania, formò un governo e scelse Tirana come capitale. Nel dicembre dello stesso anno l'Albania fu ammessa nella Società delle Nazioni. Gli anni Venti furono politicamente turbolenti: nel giugno 1924 salì al potere il governo di Fan Noli, ma già a fine dicembre Ahmet Zogu rientrò a Tirana.

Nel gennaio 1925 l'Albania divenne una repubblica, con Zogu presidente. Il 1° settembre 1928 fu proclamato il regno e Zogu assunse il titolo di «re degli albanesi». La monarchia modernizzò il Paese, con un codice civile, nuove scuole e un esercito, ma lo rese sempre più dipendente dai prestiti e dall'influenza dell'Italia.

Per saperne di più c'è la sezione L'Albania dal 1912 al 1939.

La Seconda guerra mondiale

Il 7 aprile 1939 l'Italia fascista invase l'Albania: re Zogu lasciò il Paese, che per anni perse la propria indipendenza. Dopo la capitolazione dell'Italia, nel settembre 1943, l'Albania fu occupata dalla Germania.

La resistenza era divisa secondo linee politiche. Nel settembre 1942 la conferenza di Peza diede vita al Movimento di liberazione nazionale, sempre più controllato dai comunisti. Nell'autunno dello stesso anno nacque il Balli Kombëtar, di orientamento nazionalista. Il tentativo di unire le forze, fatto a Mukje nell'agosto 1943, fallì e tra i due movimenti scoppiò la guerra civile.

Una delle pagine più nobili di questa guerra è il salvataggio degli ebrei. Gli albanesi si rifiutarono di consegnare ai tedeschi le liste delle famiglie ebree, le nascosero e procurarono loro documenti falsi: alla fine della guerra nel Paese c'erano più ebrei che all'inizio. Questo comportamento viene ricondotto alla besa, il codice d'onore albanese che impone di mantenere la parola data.

Nel maggio 1944 il Congresso di Përmet istituì organi di governo provvisori. Il 17 novembre 1944 Tirana fu liberata e, entro la fine del mese, lo fu tutto il Paese. Salirono al potere i comunisti guidati da Enver Hoxha.

Guerra, occupazione e salvataggio degli ebrei sono raccontati nella sezione L'Albania nella Seconda guerra mondiale.

L'Albania comunista

Dal 1944 al 1990 l'Albania fu governata dal partito comunista e, per quasi tutto quel periodo, da Enver Hoxha. Il Paese passò dall'alleanza con la Jugoslavia all'isolamento totale e diventò uno degli Stati più chiusi d'Europa.

Un pastore con il suo gregge su una collina, tra bunker rotondi di cemento dell'epoca socialista
Le cupole di cemento dei bunker punteggiano ancora oggi i campi e le colline del Paese.

L'11 gennaio 1946 fu proclamata la Repubblica Popolare d'Albania. La politica estera fu una successione di alleanze e rotture: con la Jugoslavia fino al 1948, con l'URSS fino al 1961, con la Cina fino al 1978, poi la scelta di contare solo sulle proprie forze. All'interno si procedette con nazionalizzazioni e collettivizzazione, l'analfabetismo fu sconfitto e si costruirono fabbriche e centrali elettriche.

Il prezzo fu alto. Gli oppositori del regime venivano fucilati o rinchiusi in carcere e nei campi di lavoro, e intere famiglie finivano al confino. Nel 1967 l'Albania si proclamò il primo Stato ateo del mondo e chiuse tutte le chiese e le moschee. Il simbolo di quell'epoca sono i circa 173.000 bunker di cemento costruiti in vista di un'invasione.

Enver Hoxha morì l'11 aprile 1985 e gli succedette Ramiz Alia. Alla fine degli anni Ottanta l'economia era in profonda crisi e nel luglio 1990 migliaia di persone si rifugiarono nelle ambasciate straniere di Tirana per poter lasciare il Paese.

Per saperne di più c'è la sezione L'Albania comunista.

Democrazia, NATO ed Europa

L'8 dicembre 1990 gli studenti della Città universitaria di Tirana scesero in piazza e già l'11 dicembre il governo diede il via libera al pluralismo politico. Il giorno dopo nacque il primo partito d'opposizione, il Partito Democratico. Per il Paese cominciava una transizione lunga e faticosa verso la democrazia e l'economia di mercato.

Nel 1991 si tennero le prime elezioni multipartitiche e il 20 febbraio i manifestanti abbatterono la statua di Hoxha in piazza Skanderbeg. Gli anni della transizione furono duri: l'emigrazione di massa e poi la crisi del 1997, quando il crollo delle piramidi finanziarie portò il Paese sull'orlo della guerra civile. A riportare l'ordine contribuì la missione internazionale «Alba», guidata dall'Italia.

In seguito l'Albania si è orientata verso l'Occidente. Nell'aprile 2009 è entrata nella NATO, nello stesso anno ha presentato domanda di adesione all'Unione Europea e nel giugno 2014 ha ottenuto lo status di Paese candidato. Il 17 febbraio 2008 il Kosovo, dove la popolazione è in maggioranza albanese, ha proclamato la propria indipendenza.

Per saperne di più c'è la sezione L'Albania democratica e il Kosovo.

Impara l'albanese insieme alla sua storia
Corso gratuito da zero a B2: lezioni brevi con audio, dizionario ed esercizi.
Inizia la prima lezione →

Domande frequenti

Chi erano gli antenati degli albanesi?

La storiografia albanese considera antenati degli albanesi gli Illiri, tribù indoeuropee che nell'antichità abitavano i Balcani occidentali. La questione non è del tutto risolta: linguisti e storici prendono in esame anche altre ipotesi. Di certo gli albanesi vivono in queste terre dall'alto Medioevo e le fonti bizantine li citano a partire dall'XI secolo.

Perché Skanderbeg è considerato un eroe nazionale?

Gjergj Kastrioti, detto Skanderbeg, guidò per 25 anni la resistenza contro l'Impero ottomano, riunì i principi albanesi nella Lega di Alessio del 1444 e respinse tre assedi di Croia. La sua bandiera con l'aquila bicipite è diventata la base di quella nazionale albanese.

Quando l'Albania è diventata indipendente?

L'indipendenza fu proclamata il 28 novembre 1912 a Valona, da un'assemblea presieduta da Ismail Qemali. Il riconoscimento internazionale arrivò nel 1913 con la Conferenza degli ambasciatori di Londra. Il 28 novembre, Giorno della bandiera e dell'indipendenza, è la principale festa nazionale dell'Albania.

Perché in Albania ci sono così tanti bunker?

Li fece costruire il regime comunista di Enver Hoxha negli anni Settanta e Ottanta, in previsione di un'invasione straniera: il Paese era isolato e temeva un attacco da qualsiasi direzione. In tutto ne furono costruiti circa 173.000. Molti sono ancora in piedi e alcuni sono stati trasformati in musei e bar.

Quando l'Albania è entrata nella NATO e nell'UE?

L'Albania è entrata nella NATO nell'aprile 2009. Nell'Unione Europea non è ancora entrata: ha presentato domanda nel 2009, ha ottenuto lo status di candidato nel giugno 2014 e porta avanti i negoziati di adesione.

L'articolo ti è stato utile?

Fonti

  1. Britannica: Albania — History
  2. Wikipedia: History of Albania
Impara l'albanese gratis

Un corso da zero a B2: lezioni brevi con audio madrelingua, ripasso dilazionato, esercizi e conversazione con un tutor IA.

Inizia a imparare →