🇦🇱 Skanderly
Albania

Albania medievale: dal Principato di Arbanon ai principati del XIV secolo

L'Albania medievale va dalla fine del mondo antico all'arrivo degli Ottomani: Bisanzio, Normanni, Angioini e Serbi, fino al Principato di Arbanon e ai grandi principati del Trecento.

11 min di lettura
Fortezza medievale in pietra su un pendio montano sopra una valle nebbiosa, in primo piano un pastore di spalle con il gregge

L'Albania medievale abbraccia i mille anni che separano la fine del mondo antico dall'arrivo degli Ottomani. Le terre albanesi appartennero a Bisanzio e passarono poi sotto Bulgari, Normanni, Angioini e Serbi. Gli albanesi di allora, gli arbër, fondarono il loro primo principato intorno al 1190 e, nel XIV secolo, diversi principati potenti.

Questo è il secondo capitolo della nostra guida alla storia dell'Albania. Il racconto va dalla divisione dell'Impero romano fino alla battaglia della Savra e ai primi libri in lingua albanese.

Alto Medioevo: dall'Illiria all'Arbëria

Dopo la divisione dell'Impero romano nel 395, le terre albanesi passarono all'Impero romano d'Oriente, cioè a Bisanzio. Le fonti continuano a chiamare Illiri i loro abitanti fino al VI secolo. Dall'XI secolo la popolazione dell'Illiria meridionale compare con il nome di arbër e il suo paese come Arbëria.

Nel tardo Impero romano queste terre facevano parte della prefettura dell'Illirico, che qui comprendeva quattro province:

ProvinciaDove si trovava
PraevalitanaA nord, fino al fiume Shkumbin
DardaniaL'attuale Kosovo e le terre vicine
Epirus NovaTra lo Shkumbin e la Vjosa
Epirus VetusDalla Vjosa al golfo di Ambracia

Non fu un periodo tranquillo. Goti e Unni saccheggiarono il paese, incendiarono villaggi e distrussero città. Nel VI e VII secolo gli Slavi si stabilirono nei Balcani con il permesso degli imperatori bizantini. L'Illiria meridionale resistette all'assimilazione per diverse ragioni: aveva un'economia più sviluppata e una popolazione più compatta, il territorio era montuoso e la costa ben fortificata. Gli Slavi che riuscirono comunque a insediarsi si fusero col tempo con la popolazione locale.

Tra l'VIII e il X secolo Bisanzio introdusse l'ordinamento dei temi. A capo di ogni tema c'era uno stratego, che riuniva nelle sue mani il potere militare e quello civile. Uno di questi temi era Dyrrachium, l'attuale Durazzo (Durrës).

La cultura di Koman e la continuità

La principale testimonianza archeologica di quest'epoca è la cultura di Koman-Kruja, databile soprattutto tra il VII e il IX secolo. I reperti provengono da Koman (collina di Dalmaca), da Kruja e da Lezha. Gli storici albanesi vi vedono la prova che gli arbër discendono direttamente dagli Illiri.

Il manuale raggruppa gli argomenti a favore di questa continuità in tre tipi:

  • archeologici, per esempio mura medievali costruite su fondamenta antiche;

  • linguistici, cioè nomi di persona e nomi di città, monti e fiumi;

  • etnografici, come alcuni elementi dell'abbigliamento illirico.

La prima menzione degli albanesi. Lo storico bizantino Michele Attaliate parla degli arvaniti a proposito della rivolta del 1078-1079 nel tema di Dyrrachium. È la prima volta che la storiografia bizantina presenta gli albanesi come un popolo distinto.

Tra Oriente e Occidente: XI-XII secolo

Nell'XI e XII secolo le terre albanesi si trovarono a un crocevia, contese tra Bisanzio, la Bulgaria, i Normanni dell'Italia meridionale e Venezia. Lo scisma del 1054 divise anche l'Arbëria: il nord divenne cattolico, il sud rimase ortodosso.

Il dominio bulgaro su una parte delle terre arbër era cominciato alla metà del IX secolo e finì nel 1018, quando l'imperatore bizantino Basilio II sottomise la Bulgaria. Nello stesso anno Berat si arrese a Bisanzio senza combattere.

Poi arrivarono i Normanni. Nel 1081 le truppe di Roberto il Guiscardo e di suo figlio Boemondo conquistarono Valona, Canina, Orikum, Byllis, Butrinto e Corfù, e misero sotto assedio Durazzo. Pochi anni dopo il Guiscardo lasciò il paese, ma i Normanni tornarono. Nel 1107 Boemondo lo invase di nuovo. Nel 1185 un re normanno sbarcò ancora una volta sulla costa, per poi ritirarsi in Italia entro l'anno. Dell'invasione del 1081 parla anche Anna Comnena nell'«Alessiade», dove compare il nome Arbanon.

Il Principato di Arbanon, primo Stato albanese

Intorno al 1190 l'arconte Progon fondò il principato di Arbër (Arbanon), con centro a Kruja. È considerato il primo Stato albanese del Medioevo. Già nel 1166 le fonti citano per la prima volta un governante locale di alto rango nell'Arbër: fu il primo passo verso il principato.

Dopo Progon regnarono i suoi figli, Gjin (1198-1208) e Dhimitër (1208-1216). Con Dhimitër il principato toccò l'apice della potenza. Nel 1209 Dhimitër firmò un trattato con la Repubblica di Ragusa (Dubrovnik) e negli stessi anni si avvicinò a papa Innocenzo III.

Le minacce arrivavano da tre fronti: il regno serbo di Rascia, il possedimento veneziano di Durazzo e il Despotato d'Epiro. Dopo Dhimitër il potere passò a Gregorio Kamona, poi a Golem. Nel 1256-1257 l'Arbër fu annesso dall'Impero di Nicea.

Il Despotato d'Epiro. Con la quarta crociata, nel 1204, Bisanzio andò temporaneamente in pezzi e Venezia si impadronì di Durazzo. Nel 1205 Michele I Comneno Duca fondò più a sud il Despotato d'Epiro, che ebbe in Arta la sua capitale principale. Il despotato divenne uno dei vicini più forti dell'Arbëria. Nel 1230 però i Bulgari sconfissero il suo sovrano Teodoro Comneno Duca a Klokotnica, e il despotato ne uscì indebolito.

Il Regno d'Albania e la conquista serba

Il 21 febbraio 1272 Carlo I d'Angiò fu proclamato re d'Albania (Regnum Albaniae) in base a un accordo con la nobiltà albanese e i cittadini di Durazzo. Durazzo ne divenne la capitale, e gli Angioini restarono sulla costa per quasi un secolo.

Nel frattempo, a nord, la Serbia si rafforzava. Il re Stefano Dušan approfittò della guerra civile bizantina e nel 1343-1345 conquistò gran parte delle terre arbër. Nel 1348 si spinse fino alla Tessaglia.

Per gli arbër il dominio serbo fu duro. I capi venivano arrestati e privati delle terre, e i loro possedimenti passavano a feudatari serbi. La popolazione veniva convertita con la forza all'ortodossia serba e si diffondevano nomi slavi. Dopo la morte di Dušan, nel 1355, il suo regno si sfaldò in fretta e nelle terre albanesi si fecero avanti le famiglie locali.

I principati albanesi del XIV secolo

Nella seconda metà del XIV secolo quasi tutte le terre albanesi erano spartite tra alcune famiglie principesche. Le più forti erano i Topia a Durazzo, i Balsha a Scutari (Shkodër) e i Muzaka a Berat. Ogni principato aveva i propri organi di governo, simboli, sigilli e monete.

  • Topia. Il principato di Durazzo fu fondato da Tanush Topia. Raggiunse il massimo splendore con Carlo Topia, che nel 1368 strappò Durazzo agli Angioini.

  • Balsha. Governavano la Zeta e la costa, con centro amministrativo a Scutari (circa 1362-1421). Il principato era retto da Balsha il Vecchio e dai suoi tre figli, Stracimir, Giorgio I e Balsha II. Ognuno governava la propria regione, ma verso l'esterno agivano come un blocco unico. Con un matrimonio i Balsha ottennero anche Berat e Valona. Le entrate provenivano dalla decima, dalle dogane, dal commercio del sale e dalle terre.

  • Muzaka. Governavano Berat e la Myzeqe. Il principato fu fondato da Andrea II Muzaka e raggiunse la massima estensione con Teodoro II. Nel 1335 divenne un despotato e durò fino alla conquista ottomana del 1417.

Perché i principati non durarono? Il manuale indica i vicini potenti, le lotte interne e la frammentazione dei possedimenti tra gli eredi.

La battaglia della Savra. Il 18 settembre 1385, presso Lushnja, gli Ottomani sconfissero Balsha II, che morì sul campo. A chiamarli in aiuto era stato Carlo Topia. Dopo la battaglia la maggior parte dei signori locali divenne vassalla del sultano. La dinastia Balsha si estinse nel 1421, con la morte senza figli di Balsha III.

Città e campagna nell'Albania medievale

Le città arbër medievali, insieme al loro contado, erano comuni autonomi, con propri statuti, un sigillo e una moneta. Le governava un consiglio di nobili, che eleggeva un capo, il conte.

La popolazione si divideva in nobili e semplici cittadini, i popolani. Gli artigiani erano riuniti in corporazioni.

La Scutari medievale era famosa ben oltre i confini dell'Arbëria per le spade, la fusione delle campane e la lavorazione dell'oro e dell'argento. In campagna la terra si divideva in bashtina (podere ereditario), territorio comune e terre della Chiesa. In cambio del servizio militare si concedevano la stratiotika e la pronoia. I contadini dipendenti erano chiamati parici.

Fede, arte e i primi libri in albanese

Secondo il manuale, gli Illiri si convertirono al cristianesimo nel IV secolo e i centri della fede furono Scutari, Durazzo e Nicopoli. L'Arbëria medievale ha lasciato chiese in stile bizantino, romanico e gotico, mosaici, icone su legno e capolavori di ricamo, ma anche le più antiche testimonianze della scrittura albanese.

Codice aperto su pergamena purpurea con righe d'argento, una penna e una candela su un tavolo in una cella di monastero
Pergamena purpurea e inchiostro d'argento: così nacquero i Codici di Berat.

L'arte religiosa risentì molto dell'influsso di Costantinopoli e di Roma. I mosaici, parietali e pavimentali, proseguivano la tradizione antica. Quanto alle fortezze, se ne trovano a pianta sia rotonda sia quadrangolare. Le scuole sorgevano presso le chiese, e la letteratura era soprattutto religiosa: codici e vite dei santi.

I monumenti principali

  • I Codici di Berat. Il primo (Beratinus 1) è un Vangelo greco del VI secolo, scritto con inchiostro d'argento su pergamena purpurea. Il secondo (Beratinus 2) è del IX secolo, con inchiostro d'oro su pergamena purpurea. Nel 2005 i codici sono stati inseriti nel registro UNESCO «Memoria del mondo».

  • L'Epitaffio di Glavenica. È un capolavoro del ricamo medievale, realizzato nel 1373 su commissione di Gjergj Arianiti.

  • La formula del battesimo dell'8 novembre 1462. È il più antico documento scritto in albanese che si conosca. La redasse l'arcivescovo di Durazzo Pal Engjëlli.

  • Il «Meshari» (Messale) di Gjon Buzuku (1555). È il primo libro stampato in albanese, nel dialetto ghego. L'alfabeto è latino, con alcuni segni presi dal cirillico e dal greco.

Gli albanesi scrivevano in caratteri latini molto prima di questi monumenti. Lo sappiamo da una nota del 1332: il frate domenicano Guillaume Adam (Brocardo) osservò che nei loro libri usavano lettere latine. Come da questi diversi sistemi di scrittura sia nato, nel 1908, l'alfabeto attuale, lo raccontiamo nella sezione sull'alfabeto albanese.

Leggi il «Meshari» da te
I testi antichi si leggono meglio se conosci l'albanese moderno. Il corso Skanderly è gratuito, parte da zero e include l'audio.
Inizia a studiare →

Prossimo capitolo: Scanderbeg e l'Albania ottomana. Capitolo precedente: Gli Illiri e l'Albania antica.

Domande frequenti

Quale Stato è considerato il primo Stato albanese?

È il principato di Arbër (Arbanon), con centro a Kruja, fondato dall'arconte Progon intorno al 1190. Raggiunse l'apice della potenza con suo figlio Dhimitër, nel 1208-1216. Nel 1256-1257 il principato fu annesso dall'Impero di Nicea.

Da dove viene la parola «Arbëria»?

Nel Medioevo il paese si chiamava così, e i suoi abitanti erano detti arbër. Le fonti usano questi nomi a partire dall'XI secolo. Dalla stessa radice derivano i nomi delle comunità albanesi d'Italia e di Grecia, gli arbëreshë e gli arvaniti. Il nome con cui oggi gli albanesi chiamano sé stessi, shqiptarë (albanesi), si diffuse più tardi.

Che cos'è il Regno d'Albania del 1272?

È il regno di cui Carlo I d'Angiò divenne sovrano il 21 febbraio 1272, in base a un accordo con la nobiltà albanese e i cittadini di Durazzo. La capitale era Durazzo. Il potere del regno si concentrò soprattutto sulla costa.

Che cosa successe nella battaglia della Savra?

Il 18 settembre 1385, presso Lushnja, gli Ottomani sconfissero il principe Balsha II, che morì sul campo. Erano stati chiamati da Carlo Topia, rivale di Balsha. Dopo la battaglia la maggior parte dei signori albanesi si riconobbe vassalla del sultano.

Qual è il testo più antico in albanese?

È la formula del battesimo del 1462, redatta dall'arcivescovo di Durazzo Pal Engjëlli. Il primo libro stampato è invece il «Meshari» di Gjon Buzuku, del 1555.

L'articolo ti è stato utile?

Fonti

  1. Britannica: Albania — History
  2. Wikipedia: Principality of Arbanon
  3. Wikipedia: Kingdom of Albania (medieval)
  4. Wikipedia: Codex Purpureus Beratinus
Impara l'albanese gratis

Un corso da zero a B2: lezioni brevi con audio madrelingua, ripasso dilazionato, esercizi e conversazione con un tutor IA.

Inizia a imparare →